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IL DIAMANTE STORIA DI UN MITO


 

E’ nei recessi più profondi della crosta terrestre, in virtù di un singolare fenomeno di cristallizzazione di atomi di carbonio,
che nasce il re delle pietre preziose: il diamante.
Il processo avviene in presenza di temperature elevate e di pressioni fortissime, che si possono verificare solo a
profondità di circa 200 Km, nelle viscere della terra, in corrispondenza della parte superiore del “mantello”.
Resta un mistero la durata del processo che si ipotizza compreso tra i 900 milioni e i tre miliardi di anni.


 

STORIA DI UN MITO

L’ espressione YAHALOM, già nell’antico testamento indica la pietra più dura di tutte le altre.  
ADAMAS é citato nei vecchi testi greci, “adamantius” nel mondo latino,
acquista un significato del tutto simile a yahalom: invincibile.
“Nel Buddhabhatta”degli indiani si legge che... “colui che porta il diamante vedrà i pericoli allontanarsi da lui...
” fù così che i mercanti indiani convinsero i romani ad acquistare la pietra... dell’invincibilità.
Il diamante ha da allora un valore di gran lunga superiore a quello che avrebbe avuto se valutato
con i criteri puramente estetici applicati ad altre gemme.
Perciò il diamante diviene, prima ancora che esistesse una qualsiasi tecnica di taglio, “re delle pietre preziose”.
Presso i romani godette di una reputazione straordinaria.
Plinio, nella sua famosa “Historia naturalis”, scrive infatti che fra tutte le cose di cui disponiamo”, e non solo tra le pietre
preziose, é al diamante che attribuiamo il maggior valore”.

 

   
 

 

Partendo dalla constatazione che allo stato grezzo, come già detto,
é un cristallo opaco assolutamente poco interessante,
pare ormai accertato che furono le qualità metafisiche, le virtù magiche, delle quali man mano
si arricchiva la credenza delle varie epoche, a fare assurgere il diamante al “bene più prezioso che esisteva sulla terra”.

 

 

DA CRISALIDE A SPLENDIDA FARFALLA

E’ grazie a tali credenze, se pur con alterne fortune, il diamante sopravvisse da “sovrano” a tutte le epoche fino a
quando nel 1400 prima a Venezia, poi a Bruges e quindi ad Anversa, si cominciarono a mettere a punto ed a perfezionare
le varie tecniche di “taglio”.
Si inizia così a mettere in “luce” le qualità intrinseche della gemma che comincia ad essere finalmente apprezzata per le
sue doti di “pietra preziosa” e non più quale talismano.
Ma é solo alla fine del 1500 che un veneziano, un certo Peruzzi, inventa il taglio a “brillante” che da allora é universalmente
riconosciuto quale taglio migliore per far risaltare le qualità della gemma.

 

 

 

LA PRODUZIONE

Fino al 1725 il mercato mondiale dei diamanti si reggeva unicamente
sul prodotto dall’India.
Ma fu proprio in tale anno che casualmente in Brasile, non lontano da Rio Dos Marinhos, nell’attuale stato di Minas Gerais,
si scoprì che le pietre cristalline che i cercatori d’oro usavano come gettoni nelle partite a carte altro non erano che “splendidi diamanti”.

 

  
L’ESTRAZIONE
 

I sistemi di estrazione, sia che interessino le miniere a cielo aperto o meno, sono sempre basati sul principio di separare
i diamanti, isolandoli con vari sistemi, dal materiale di affioramento che li contiene.
Il diamante raggiunge le superfici terrestri attraverso la roccia vulcanica detta Kimberlite (termine derivato da
Kimberley, città africana dove fu scoperto il primo giacimento di diamanti). Nel corso dei millenni, grazie all’erosione,
la Kimberlite, o terra blu, libera il diamante che si deposita nel fondo dei torrenti e fiumi.

  
Questo spiega il perché i giacimenti si trovano, oltre che nei camini Kimberici (giacimenti primari), anche nei depositi
alluvionati e nelle zone costiere (giacimenti secondari).
La qualità di diamanti estratta é molto esigua e richiede ingenti investimenti.
E’ stato infatti calcolato che per estrarre un carato di diamante vengono scavate circa quattro tonnellate di roccia e
sabbia e il costo delle pietra é giustificato dagli enormi sforzi profusi nella ricerca e
nell’estrazione di questa pietra dalle proprietà uniche.